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Vittorio Cuculo presenta l'album "Ensemble"

Quando si pensa a un jazz che non conosce latitudini non si può prescindere da Vittorio Cuculo. Nel suo ultimo lavoro, Ensemble, l'artista riesce a rendere una musica spesso ostica in maniera leggera. Dove per leggera non si intende semplice bensì affascinante nel suo incedere misterioso. Questo è un album animistico, nel senso più selvaggio del termine, un pendolo che oscilla tra suoni remoti e una modernità ipnotica. Charlie Parker, del quale rilegge Donna Lee, può risultarci famigliare perché libri e film ce lo hanno portato a domicilio, ma il più ostico Errol Garner, del quale reinventa Misty, dopo la sua esecuzione ci sembrerà il nostro nuovo migliore amico. È in questo fraseggio domestico e preciso ma che non rinuncia al senso di improvvisazione la magia di Ensemble. È un album a strati, ogni ascolto ne libera nuovi suoni per le orecchie. E per il cuore. Prendiamo i due inediti Io non ridevo e Fuga di Notizie: hanno quella forza straordinaria che si chiama senso di aggregazione, un respiro profondo che trasmette senso di appartenenza. Al jazz e alla vita. L'album diffonde sonorità che vanno oltre il concetto di generazione, sonorità che sposano passato e futuro. È una sfida (vinta) che in questa estate strana ci lascia col senso bello di un abbraccio.


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