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Valentina Mattarozzi: out il singolo 'L'amore perduto'

Ho sempre guardato oltre l’orizzonte, l’acquario, il mio segno, dicono che sia così, guarda avanti. Eppure la mia musica parrebbe mirare al passato. In realtà vado dove mi portano il mio orecchio e il mio gusto. Ho un leggero imbarazzo quando mi si pone davanti un brano elettronico, suoni e genere musicale che adesso fanno tanto tendenza, ma le cose che sono di moda in un determinato periodo, cedono, prima o poi, alla loro decadenza. Inoltre, in questo momento storico, abbiamo una velocità di comunicazione talmente “letale”, che porta nell’oblio qualunque cosa arrivi in vetta nel giro di poco tempo. E quindi perché non essere classici? Le cose classiche non vanno mai fuori moda. Vedi anche nell’abbigliamento. I tailleur Chanel per esempio. Io mi sento così. E poi ho scoperto che scrivere, soprattutto temi musicali che superino la critica delle mie orecchie, mi porta ad una gioia infinita. E questo miracolo succede anche se sono musiche e testi malinconici, perdonatemelo, lo so, è un piccolo controsenso. Il brano “L’amore perduto”, racconta una storia legata alla seconda guerra mondiale. La guerra porta tutti i dolori del mondo e questa è stata per il mondo occidentale la tragedia delle tragedie. La donna protagonista della vicenda è realmente vissuta. Sposata, con un figlio, si innamorò di un ufficiale, e lui di lei. Per un perverso caso del destino, lei e la sua famiglia vennero rastrellati dai tedeschi finendo in un campo di prigionia. Sappiamo tutti che fine avrebbero fatto, se non ci fosse stato uno scambio di prigionieri, organizzato proprio dall’amante di lei. Purtroppo la storia finì bene solo a metà, perché lei non rivide più il suo amato, pur essendo rimasta incinta di lui e si vide costretta a rimanere con un marito che non amava e che la disprezzava profondamente per il suo tradimento e per avere generato un figlio non suo. Eppure, senza quel concepimento, loro non si sarebbero salvati, e come nelle migliori trame dei film con Rita Hayworth, il senso del peccato si incastra con quello del tormento e del rimorso. Teo Ciavarella che ha arrangiato il brano ha saputo incorniciarlo con i sensuali ritmi di rumba affidando alla fisarmonica di Massimo Tagliata il compito di portare quel senso di straziante commiato che anima il brano Nel videoclip il regista Milo Barbieri espone solo una parte della storia, quella più romantica: l’amore profondo e commovente dei due amanti durante il loro doloroso addio. I due protagonisti del videoclip Daniele Cusmano e Giulia Montano, hanno interpretato le emozioni guidati anche dalla coreografa Claudia Rota. Il video ci riconduce a 77 anni fa, eppure di guerre e di amori ne sentiamo parlare ogni giorno. Durante una guerra le storie d’amore possono essere così: forti, voluttuose e potenti. Nascono per contrappeso agli eventi catastrofici. Diventano delle ancore di salvezza. Fra pochi giorni festeggeremo proprio quella Liberazione, che dovremmo prendere da esempio, per liberarci davvero di tutto ciò che è Male e commemorare le persone che ne hanno sofferto e che rimangono nei nostri ricordi.


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