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Sanremo 2021: Amadeus in un’intervista: “Lo dobbiamo volere tutti: o siamo compatti oppure…”

Nubi sempre più nere sul Festival di Sanremo 2021. Una delle certezze di questa 71° edizione è l’entusiasmo di Amadeus. Un atteggiamento che negli ultimi giorni in molti hanno criticato scambiandolo per una volontà di andare avanti nonostante tutto, senza considerare le difficoltà che sta affrontando il nostro paese. Il Direttore Artistico della kermesse ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera nella quale ha ribadito il suo punto di vista, chiarendone alcuni aspetti. Nei giorni scorsi si è sollevata la voce di molti scontenti per le decisioni della Rai e in Rete sono molte le petizioni aperte che richiedono a gran voce l’annullamento. In particolare il Codacons che ha preso posizione tramite il Presidente l’Avvocato Carlo Rienzi. “È evidente che, considerata la grave situazione di emergenza del Paese, non potrà svolgersi alcun Festival se non saranno garantite in modo adeguato la sicurezza e la salute pubblica. I cittadini italiani sono da mesi costretti a limiti e rinunce, e non è possibile consentire eccezioni in favore della Rai che rischiano di avere ripercussioni sul fronte dei contagi. La gara potrà quindi svolgersi solo a condizione che la Rai applichi misure stringenti per tutelare la sicurezza non solo di un eventuale pubblico in sala e di migliaia di lavoratori coinvolti nell'evento, ma anche di tutti i cittadini residenti a Sanremo, la cui salute sarebbe messa in serio pericolo da assembramenti e folle lungo le strade.”


SANREMO 2021 – LE PAROLE DI AMADEUS

Amadeus, intervistato dal Corriere della Sera, ha smentito l’ipotesi del rinvio, strada che a suo avviso non sarebbe percorribile. “Se lo posticipi a maggio non è Sanremo, ma il Festivalbar. E poi chi ci dice che a maggio avremo lasciato le mascherine e potremo abbracciarci tranquillamente? Se così fosse firmerei subito, ma a maggio probabilmente saremo più o meno nella stessa situazione. Quindi spostarlo per trovarsi con gli stessi problemi non avrebbe senso. Chiarisco una cosa: non vorrei che sembrasse che mi sono intestardito a fare Sanremo a tutti i costi. Lo devo volere la Rai, la discografia e la città di Sanremo. Lo dobbiamo volere tutti: o siamo compatti e lavoriamo per farlo al meglio oppure ci rivediamo nel 2022.” Visto le scetticismo della Fimi, ha senso organizzare un Festival di Sanremo blindato? “Mi sento quotidianamente con le major e gli indipendenti, con tante persone che mi chiedono di fare un grande Festival perché la musica è in fin di vita. Il Festival blindato non serve a niente, non è uno spettacolo televisivo, passerebbe alla storia per il Sanremo del Covid, per il Sanremo della desolazione.” Parole chiare, ma che lasciano comunque spazio a una speranza, vista la positiva esperienza di Sanremo Giovani. “È stato fatto in un teatro piccolo, con tanti cantanti e tecnici che si sono avvicendati sul palco. È andato tutto bene: non abbiamo avuto mezzo problema. Se il protocollo sanitario è preciso le cose si possono fare. Con Sanremo Giovani la Rai lo ha dimostrato.”


LE PAROLE DEI RAPPRESENTANTI LOCALI DI ASCOM E CONFCOMMERCIO

Andrea Di Baldassarre, presidente dell’Ascom di Sanremo, spiega a nome della Giunta. “Come Confcommercio chiediamo il rinvio e registriamo il fatto che, oltre ai virologi, tante associazioni, gli artisti e altri personaggi importanti del mondo dello spettacolo a livello nazionale dicono la stessa cosa. Registriamo inoltre, con piacere, e per questo lo ringraziamo, che anche il sindaco Alberto Biancheri pubblicamente ha proposto un rinvio. Vogliamo che il Festival si faccia, ma deve essere, come aveva detto Amadeus, il ‘Festival della ripartenza’. E come può esserlo in questo periodo ancora di piena pandemia? Con tutte le aziende sanremesi in piena crisi economica, che senza l’ossigeno di un Festival condiviso con la città e non soltanto evento mediatico, non ce la faranno a resistere? Non possiamo permetterlo. Penseremo a chiedere ristori congrui per tutte le attività chiuse o inoperose, se in maniera assurda e controproducente, si volesse persistere su queste date della manifestazione. E anche il Comune dovrà farsi carico di garantire un sostegno concreto a questi esercenti. Confcommercio ha sempre chiesto agli associati di rispettare le regole, pur a prezzo di tanti sacrifici, quindi non tollereremo neppure la più piccola attività parallela esterna che possa anche sottrarre una briciola al tessuto economico cittadino. Rispettando sempre l’aspetto sanitario, non si può dimenticare che per molte attività il Festival è uno dei polmoni più importanti per la sopravvivenza.”


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