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Platìni: out il brano "Malinconia"

Malinconia è una specie di hit estiva dal sapore malinconico. La malinconia è sempre stata una presenza costante nella mia vita, non una presenza per forza scomoda, ma che c’è e se ne sta lì, in mezzo ai miei pensieri, con quel suo sguardo sempre un po’ rivolto al passato, nel bene e nel male. Una malinconia che ha un gusto un po’ dolce, che un po’ fa male e un po’ coccola, da cui scegliere di farsi cullare, a volte, e da cui subire di essere trasportati via, altre volte. Poi però nella vita, nella mia vita, c’è anche la voglia di stare bene, di essere felice, qualsiasi cosa voglia dire essere felice. Chi non vuole essere felice?. Malinconia è tutto questo. Una danza tra la malinconia e la felicità, in bilico tra la tendenza a rimuginare tra i ricordi e la voglia di ballare senza pensieri lasciandosi il resto alle spalle, tra la tensione del farsi mille domande e la pulsione a godersi tutto, qui e ora. Non è una canzone triste, non vuole proprio essere una canzone triste. Malinconia è un pezzo che ha necessitato del suo tempo per arrivare alla forma che ha ora. Non ricordo esattamente a quando risalga la primissima bozza del brano, dovrei andare a scavare tra i file del mio Mac per capire quando è scattata la scintilla. Le strofe sono la parte che ha subito preso una forma piuttosto definitiva, dal punto di vista musicale. Il ritornello invece è quello che mi ha fatto più dannare. Il testo era quello, sapevo esattamente che quelle sarebbero state le parole che avrei voluto cantare, ma tutta la parte di produzione e di scrittura della linea melodica ha richiesto una certa attitudine allo sbattere la testa con muri di idee da scartare. Poi, un pomeriggio in studio con Andrea Mattia Gentile, il producer con cui sto facendo il lavoro di finalizzazione su questi pezzi in Auditoria Records, il ritornello è arrivato, tre note che hanno aperto la strada a quello che adesso è il risultato finale. In un paio d’ore avevamo ben chiaro l’arrangiamento di quella parte. Verso mezzanotte sono rientrato a casa, mi sono messo al piano, e a mezzanotte e dieci stavo già cantando la linea vocale definitiva. Per il video l’idea che ho sviluppato con Carlo Maria Borionetti, il videomaker di Boriolab, era piuttosto semplice ma non per questo scontata da riuscire a realizzare. Niente storia, niente copioni, niente cose da voler raccontare o idee da voler esprimere: solo sensazioni. Riuscire ad ampliare questo mood del pezzo in bilico tra felicità e malinconia con delle immagini. Nel video ci sono io, con tutto quello che sono. Ballare in casa da solo, i momenti di no, fare il cretino davanti allo specchio, gli sguardi un po’ troppo fissi perso in chissà quale pensiero palloso, la voglia di fare lo scemo in ogni momento, mangiare le carote che mi salvano quotidianamente dagli svarioni, prendersi dall’inizio alla fine un acquazzone estivo, la mia faccia da ca..o che mi piace e che detesto. Ci sono tutte le mie incongruenze, i miei spigoli da smussare e le cose belle da preservare, tutto. Il video di Malinconia sono io.



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