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  • Immagine del redattoreRedazione

Nicaragua, è storia vissuta il singolo 'Hurricane': guarda il video

Da una parte Caterina, dall’altra Yuri: due storie che si uniscono nella musica elettronica, in synth-pop e chitarre elettriche, e in una spensierata ma allo stesso ricercata eleganza. Mesi strani sono diventati un continuo flusso di sperimentazione musicale, lavorando sul valore della loro esperienza di vita e unendola a quella musicale. Il video è presentato da un testo esclusivo degli artisti. Nicaragua non è un progetto ma un fatto accaduto. Tutto è nato dalla consapevolezza improvvisa di un tempo che non sapevamo di avere. Nicaragua ha rappresentato per noi un viaggio ideale immaginato volando fuori dalle finestre del nostro lockdown in cui lo scorrere delle ore non era cadenzato da nulla. Abbiamo storie artistiche molto diverse che si sono incrociate casualmente qualche mese fa semplicemente ritrovandoci a scrivere canzoni. Una con un passato da corista per una artista pop internazionale (KT Tunstall) e l’altro come membro di una band indipendente italiana (Minnie’s). Abbiamo fatto percorsi totalmente diversi, con presupposti differenti, ma ci siamo ritrovati a scrivere musica nella maniera più spontanea possibile, semplicemente provando a suonare insieme. Non abbiamo deciso di farlo e non abbiamo pianificato cosa avremmo fatto, semplicemente lo abbiamo fatto. Il disco “Practice over Theory” in uscita il 18 dicembre ha come fil rouge questo approccio alla musica. È un modo di vivere la musica profondo ma allo stesso tempo estemporaneo, come quando viaggi in un paese sconosciuto e non sai bene dove stai andando ma sei affascinato ad ogni sguardo. Abbiamo deciso di realizzare un film sulle note di Hurricane perché è un pezzo che racconta del centro del ciclone come uno stravolgimento in cui ti sei trovato e in cui, dopotutto, vuoi rimanere e questo accostamento tra la tragedia e la passione ci è sembrato un bello spunto cinematografico. Il video è un viaggio surreale che esplora l’isolamento e il desiderio di contatto in un mondo post apocalittico, che poi assomiglia molto alle immagini che ci siamo abituati a vedere durante questo periodo sospeso. Siamo partiti dalla suggestione donata da Virginia Mori, illustratrice con una poetica molto dolce, che ha realizzato l’artwork della copertina. Due astronauti che si ritrovano in un mondo conosciuto ma irriconoscibile e la vegetazione che cresce incontrastata ci sono sembrati due elementi forti per descrivere sogni e delusioni, progetti e disfatte, amore e il suo opposto, il disamore. Abbiamo chiesto ai DI°AL, un duo di registi eclettici e con il cuore enorme, di aiutarci a raccontare cosa stavamo vivendo e con la potente fotografia di Diego Indraccolo siamo riusciti a realizzare questo spaccato cinematografico. Qualcosa è successo prima e qualcosa sta per succedere, in questo film ne viviamo il momento di transizione senza rendercene conto. Sembra strano ora parlare di quello che sta succedendo dato che non eravamo preparati a farlo e non abbiamo progettato nulla rispetto al mondo Nicaragua che noi stessi stiamo scoprendo. È stato anche inaspettato essere partiti in due da una situazione di estrema chiusura sociale, quale il primo lockdown, ed accorgerci ora che Nicaragua è stato un collettivo, una costellazione di persone magnifiche che ci hanno aiutato a descrivere quello che avevamo fatto. Andrea Maglia del Bleach Studio che ha curato i mix e non sapeva cosa aspettarsi. Luke Bullen che ci ha regalato una bellissima traccia di batteria, Niccolò Antonietti e Cesare Picco che hanno collaborato al racconto che ora vi presentiamo. Sembra ieri ma era ieri.


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