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Mattatoio n 5 ecco il singolo A te fra duemila anni Vol.2: il video

Immagina, quante sono le possibilità che qualcuno stia arrivando dalla direzione opposta, mentre ti accingi al sorpasso...ce ne parla la band. Non è la nebbia a volerti disorientare, in fondo è solo acqua. Immagina, quante sono le possibilità che qualcuno stia arrivando dalla direzione opposta, mentre ti accingi al sorpasso. L'immaginazione può donarti un viaggio in mongolfiera attraverso i fiordi finlandesi, o un frontale con uno scuolabus sulla statale nei pressi di Pesaro. A bordo c'erano diciotto bambini più l'autista. Ho conosciuto Claudio suonando, lui il pianoforte io la chitarra. Arrangiare un suo pezzo è sempre stato difficile. Fuori dalla cantina dove proviamo c'è un giardino con un vecchio divano abbandonato a se stesso. A volte rimango lì, lo ascolto suonare, mentre migliaia di insetti fornicano sotto il cuscino su cui sono seduto. Nel mezzo del giardino c'è una voliera, non so perché sia lì né se abbia mai accolto un animale in vita sua. La voliera è molta alta, esile, la pioggia mischiata al vento le dona un’opacità quasi sexy. A volte mi ricorda Claudio. Nessuno chiama Alessandro col suo vero nome, a parte Giulia, la sua ragazza. Lei è un quarto di lui ma lui dice che lei è la sua dolce tre quarti. Alessandro viene chiamato Lobo (a causa dei suoi lobi enormemente dilatati) e suona la batteria. Io e Lobo suoniamo insieme da una vita, da quando lui era un punk con i dread lunghi fino al culo ed io non avevo nemmeno la barba. Una volta abbiamo fatto un concerto col nostro vecchio gruppo, Le Soffitte di Anna (il vecchio gruppo di Claudio invece si chiama Bianconiglio), ha bevuto diciannove birre medie. Giuro, diciannove. Picchiava forte come un mulo. Io sono Matteo, ho avuto un brutto incidente con un petardo da piccolo e da allora quando starnutisco mi prude l'orecchio sinistro. Speravo mi soprannominassero Mefisto, non è successo. Abbiamo iniziato a suonare insieme nel gennaio del 2017. Durante la prima prova abbiamo scritto il primo pezzo, si chiama Penelope e sta nel disco Kate Moss Nuda e Morta. Il disco è strumentale, chitarra pianoforte e batteria, come il secondo, che uscirà nel 2021, dal titolo “Non Devi Usare gli Occhi”. Questo viene anticipato dall'uscita di due singoli, “A te fra duemila anni Vol.1” e “Vol.2”. Abbiamo prodotto un video di entrambi. Il primo è un cortometraggio. La regia è stata scritta assieme alla compagnia di teatro danza Muzo Dance Theater Company, racconta la storia degli Tsorem Mihalasas, delle creature fantastiche che cercano di guarire la cecità del mondo tramite la musica. Il secondo invece è una sequenza di fotogrammi che descrivono due volti della bellezza, legata alla minuziosa semplicità della natura, e alla distruzione delle formazioni industriali e sociali della società civile. L'immaginazione è il tema che le racchiude entrambi: come questa ti può portare a disegnare una trama surreale, ma che raccoglie in se un significato esistenziale; e come da un’immagine nitida e chiara, di pace o distruzione che sia, puoi trovare un senso di bellezza tanto compulsiva quanto risolutoria. Non è la nebbia a volerti disorientare. Non saprai mai se una macchina sta arrivando dal lato opposto, puoi solo immaginare cosa può succedere se ti prepari al sorpasso. Da qui, “Non Devi Usare gli Occhi”.


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