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MaLaVoglia: disponibile il singolo 'Hamilton'

Un anno fa, in pieno lockdown, quando non si poteva uscire nemmeno dal proprio cortile, in una delle tante sere in giro sui profili di Instagram, quasi per caso, sono inciampato tra le foto di due occhi azzurri bellissimi. Due perle di cielo incastonate in un volto disegnato. “Tu che negli occhi hai il cielo…”. Chissà dove andava così di fretta quella ragazza così sorridente. Avevo bisogno di parlare d’amore in un periodo di solitudine forzata. Tutto quel tempo a disposizione mi aveva dato modo di potermi guardare dentro, a fondo. Mi è servito per avere ancora più amore per la vita, per amarla ancora di più e per poter dare valore ad un eventuale incontro al di fuori di quell’incubo in cui tutti noi siamo stati scaraventati. Penso davvero che l’amore possa salvarci e farti andare veloce. Proprio come un pilota di formula uno, come quello destinato a diventare leggenda: Lewis Hamilton. L’uomo che ha infranto tutti i record, la leggenda vivente che rimarrà per sempre nella storia dello sport. In quel momento di solitudine così difficile sono riuscito a capire l’amore, forse perché per capirlo veramente devi passare tanto tempo con te stesso, capire cosa vuoi, chi sei. L’amore deve arricchirti. Non toglierti. Simbiosi, pur essendo entità diverse. Pilota e vettura. Grazie ad una sconosciuta, come un pittore che disegna qualcosa che non ha mai realmente visto, iniziai a tracciare le sagome della mia storia ideale. Presi in mano la chitarra, iniziai a fare un arpeggio, chiusi gli occhi e cominciai a raccontare l’amore secondo me. Proprio io che non avevo mai più avuto il coraggio di amare di nuovo dopo una storia lunghissima finita in niente, proprio io che venivo sempre additato come quello incapace di mettersi a nudo e raccontarsi veramente. Finalmente trovai il coraggio di guardarmi dentro e spogliarmi l’anima. Sì, proprio io “che non credevo che mi sarei innamorato ancora”. Strano, stavo scrivendo una canzone su un amore che non avevo mai vissuto, ma per come vorrei che fosse. L’amore che arriva quando non te lo aspetti più, che ti spiazza e di colpo mette a posto tutte le tessere sballate di quel puzzle che non sei mai riuscito a completare. Quell’amore dove si diventa una cosa sola senza rendersene conto e si incollano le anime, la pelle, la carne, si diventa come il Louvre e la Gioconda, il Napoli e Maradona, le serie Tv… come Hamilton e la sua prima McLaren. E ti senti forte, vivo. Perché in fondo, l’amore, è il nostro motore e ti accende. Ecco che cos’è Hamilton: un inno all’amore, è per tutti quei cuori ricuciti che aspettano soltanto una nuova scintilla per ritornare a battere più forte di prima. È per tutti quelli che hanno raccolto i pezzi di due vite da buttare e ora, insieme, vanno veloce. Velocissimo. Hamilton, per me, rappresenta la rinascita e l’attaccamento alla vita. Forse, a livello personale, vale molto di più di una canzone.



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