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Madame Butterfly: Corinne Winters conquista il Circo Massimo. Applausi al direttore Renzetti

Corinne Winters ha conquistato il Circo Massimo con la sua struggente Madama Butterfly. Il soprano americano, al debutto all'Opera di Roma, ha dato voce e corpo con grande intensità alla protagonista del capolavoro pucciniano, la quindicenne giapponese innamorata ingenuamente dell'americano Pinkerton che tradirà i suoi sogni abbandonandola al suo destino ''sola e rinnegata''. Al termine il pubblico l'ha premiata con una ovazione, battendo i piedi sulle gradinate. Applausi anche a Saimir Pirgu, nonostante sia parso meno brillante nel muoversi nei panni del 'politicamente scorrettissimo' uomo d'affari che sposa la ragazza e la illude di un suo ritorno. Apprezzamenti sono andati al maestro Donato Renzetti alla guida dell'orchestra, e al regista spagnolo Alex Ollè, che ha adattato alle esigenze del nuovo spazio l'allestimento proposto con grande successo nel 2015 e l'anno successivo alle Terme di Caracalla. La sua lettura di Madama Butterfly ''come perdita del paradiso'' ha attualizzato la vicenda nella quale il confronto tra i due personaggi diventa lo scontro di due mondi inconciliabili, il candore della giovane pronta a passare dall'abito rituale agli hot pants, calze a rete e canottiera con bandiera a stelle e strisce, e il calcolo di Pinkerton che non è più un ufficiale della marina degli Stati Uniti ma un palazzinaro senza scrupoli, ''simbolo di uno tsunami neoliberista, ultima conseguenza del feroce colonialismo, capace di distruggere ogni cosa''. La scena suggestiva del matrimonio giapponese, con i lunghi drappi rossi mossi quasi al rallentatore del vento, e le promesse d'amore di Cio-Cio-San pronta a cambiare vita e religione per farsi americana accettando di essere ripudiata dai familiari, lascia il posto nel secondo e nel terzo atto alla sua modesta abitazione in cui vive con il figlio di cui Pinkerton non sapeva, circondata in lontananza da fabbricati in costruzione che si innalzano senza sosta. Qui Butterfly nel celebre ''un bel dì vedremo'' spiega alla ancella fedele Suzuki le sue certezze di un futuro con Pinkerton destinate fatalmente a infrangersi. Intorno alla sua dimora sfila poi, nell'altrettanto famosissimo coro a bocca chiusa, il corteo di vittime della globalizzazione - persone che hanno perso la casa e il lavoro, migranti, emarginati… - scortato dagli operai dei cantieri. A quasi 120 anni dalla prima esecuzione al Teatro alla Scala, segnata nel 1904 da un insuccesso che fece molto scalpore, Madama Butterfly secondo Ollè diventa tragedia moderna di grande attualità con la protagonista che Puccini mette costantemente al centro della scena nella parabola di emozioni e disillusioni che la porteranno al suicidio. Meritatissimo il tributo finale a Corinne Winters, definita dal New York Times "attrice eccezionale e cantante di straordinaria grazia ed eleganza" . Applausi anche al coro diretto da Roberto Gabbiani e agli altri comprimari, in particolare Adriana Di Paola nel ruolo di Suzuki e Andrzej Filonczyk come il console Sharpless. Quattro le repliche, il 20, 29 e 31 luglio e il 6 agosto. L'Opera di Roma proporrà ancora Puccini il 30 luglio (tre le repliche) con La Bohème diretta da Jordi Bernacer per la regia, i costumi e le luci di David Livermore con Vittoria Yeo nel ruolo di Mimì e Piero Pretti che sarà Rodolfo.


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