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La Filarmonica Toscanini con Antonino Fogliani e Gil Shaham il 17 e 19 marzo

Settimo appuntamento per la stagione sinfonica della Filarmonica Toscanini all'Auditorium Paganini di Parma, il 17 marzo alle 20:30 (replica sabato 19 alle 18:00), con due affermati musicisti della scena musicale internazionale, il quarantaseienne direttore siciliano Antonino Fogliani e il cinquantunenne violinista dell'Illinois Gil Shaham. Il programma presenta due capolavori del periodo romantico, tra i più eseguiti ed amati dagli appassionati di tutto il mondo, come il Concerto in re maggiore per violino e orchestra Op. 77 di Johannes Brahms e la Sinfonia N. 9 in mi minore Op. 95 'Dal nuovo mondo' di Antonin Dvorak. Strutturato nei classici tre movimenti, il concerto per violino, scritto nel 1878, si può annoverare tra i grandi capolavori del compositore di Amburgo e tra i capisaldi del repertorio per difficoltà tecnica, espressiva e tenuta con i suoi circa quarantacinque minuti di durata. Nella seconda parte, la bacchetta di Fogliani guiderà l'ultima e più famosa sinfonia del compositore boemo, quella chiamata 'Dal nuovo mondo' poiché fu composta nel 1893 a New York, quando Dvorak ricopriva l'incarico di direttore del National Conservatory. Fin dal suo arrivo nel 'Nuovo Mondo', appunto, Dvorak si interessò molto alla cultura popolare musicale americana, dai canti negro-americani fino alle tradizioni popolari dei pellerossa. La Nona, come altri suoi brani, si ispira a quelle musiche come lo stesso Dvoràk dichiarò pubblicamente numerose volte. La Toscanini dedica particolare attenzione ai direttori di scuola italiana riservando un concerto l'anno ad un interprete emergente e ad un direttore di comprovata esperienza. Dopo il giovane Alessandro Bonato, ospite a gennaio, tocca ora ad Antonino Fogliani, direttore di grande esperienza, tra gli ambasciatori della scuola direttoriale italiana nel mondo: "Con profonda gioia e gratitudine - racconta Fogliani - torno a Parma con i cari colleghi de La Toscanini. Ho mosso i miei primi passi insieme a questi meravigliosi strumentisti che hanno avuto la pazienza di accogliere un giovane direttore inesperto. Oggi chiederò loro la pazienza nel sopportarne uno più maturo ma sempre curioso".



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