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In conversazione con Silvia Cignoli

Intervista alla chitarrista e compositrice che ha da poco lanciato il suo ultimo disco “Digital memories from a suspended world” : William Basinski, Leyland Kirby, King Crimson, Debussy, Arvo Pärt, Stravinsky fra le sue influenze artistiche.


Un'artista poliedrica che ha iniziato presto a studiare e produrre musica in vari generi e stili.


Quando si prova una sensazione di totale coinvolgimento con la musica, in qualche modo diventa una “dipendenza positiva” della quale non si può fare a meno.

Qual è stata la molla che ti ha portato a rendere la musica da passione a professione?

Diciamo che più che una molla è stata una forte consapevolezza che non potevo fare altrimenti, poiché la spinta creativa era molto forte e desideravo poter respirare musica o arte ogni giorno della mia vita. Quando si prova una sensazione di totale coinvolgimento con la musica, in qualche modo diventa una “dipendenza positiva” della quale non si può fare a meno.


Puoi raccontarci qualcosa sul tuo nuovo lavoro discografico “Digital Memories from a Suspended World”?

“Digital Memories from a Suspended World” è, escluso il brano “Close to Distance”, la colonna sonora del documentario “Tutte a casa – Memorie digitali da un mondo sospeso” del Collettivo Tutte a Casa ed è stato diretto da Cristina d’Eredità, Nina Baratta ed Eleonora Marino. Le ragazze del collettivo, durante il primo lockdown, hanno lanciato una call in seguito alla quale sono pervenuti più di 5000 video di donne che hanno ripreso, con il proprio telefonino, la loro quotidianità e le loro storie, a volte drammatiche, a volte più leggere. Il risultato è un documentario (andato anche in prima serata su La7 D), che, a mio avviso, toglie le barriere fra noi e l’opera filmica e proietta in maniera spoglia ma allo stesso tempo delicata nelle “vite della altre” che sono anche le nostre.

Il disco contiene anche due tracce di IN/ELEKTRA (il mio duo con Valentina Guidugli al basso).


Silvia ci svela...


...ci sono degli autori che amo molto perché in qualche momento della vita in cui li ho ascoltati mi hanno lasciato un segno profondo


Quali sono i generi musicali che ami ascoltare (e chi in particolare artista/gruppo)?

Sono abbastanza onnivora, musicalmente parlando, ma mi accompagna una predisposizione alle connotazioni più eteree o dark della musica. Amo particolarmente la musica ambient, drone, il dream pop, la musica classica e contemporanea. Sicuramente ci sono degli autori che amo molto perché in qualche momento della vita in cui li ho ascoltati mi hanno lasciato un segno profondo: William Basinski, Liz Harris (Grouper), Leyland Kirby (The Caretaker), Indignant Senility, i King Crimson, ma anche Debussy, Arvo Pärt, Stravinsky e molti altri.


C’è un episodio (o un incontro) nella tua carriera che è stato particolarmente significativo?

Sono stati diversi, quello più importante, è stato con Paola Coppi, che è stata mia Maestra di chitarra classica per 10 anni presso la Fondazione Scuole Civiche, mi ha insegnato la totale dedizione alla musica e una tenacia caparbia e cieca nella ricerca della perfezione che si condensa nella meraviglia di un attimo sonoro. Oltre che a lei, devo molto anche ad altri Maestri che mi hanno accompagnata e incoraggiata giorno per giorno per anni ed anni, prima e dopo il percorso accademico, come Agostina Mari, Vittorio Casagrande e Guido Muneratto. Insieme formavano e tutt’ora formano una grande famiglia, esigente ed accudente, disinteressata e profonda, in quella che per me è stata una seconda casa ma che in realtà fu una grande scuola.

Un altro importante incontro è stato quello con Andrea Tremolada, mio marito, che è uno dei musicisti più raffinati che conosco che sostiene ogni mia inclinazione e cambiamento. Con lui lavoro molto sul suono (mi ha costruito diversi strumenti, masterizzato alcuni dischi e fatto da sound engineer in decine di occasioni).



Classifico i suoni in base ad esempio alle loro componenti armoniche, così a colpo d’occhio posso rintracciare ciò che mi serve andando avanti con un brano.

Dove cerchi l’ispirazione per le tue composizioni?

Di solito mi chiudo in studio e comincio a sperimentare, registrando molti campioni sonori o lavorando sulla costruzione di timbri. Classifico i suoni in base ad esempio alle loro componenti armoniche, così a colpo d’occhio posso rintracciare ciò che mi serve andando avanti con un brano. Amo sfruttare la casualità degli eventi sonori ed eventualmente organizzarli in fase successiva, sia quando registro ad esempio con chitarra, sia quando edito.

Partendo da questa operazione di accumulo di materiale, via via il pezzo trova la sua strada, subendo operazioni di sfoltimento e ri-assemblamento.


Quali sono gli strumenti che usi per l’esecuzione dei tuoi lavori?

Chitarra elettrica (ma anche classica), elettronica, effetti ed oggetti sonori come tastiere vintage.



Per concludere...


Oltre alla musica quali sono le tue passioni?

Amo correre, l’arte, i libri, il cinema, il design.


Cosa vedi nel tuo futuro musicale?

Sono positiva e determinata, preferisco non fare pronostici precisi, voglio avanzare a passi costanti e decisi, raccogliendo i frutti e continuando a seminare dove penso possa nascere qualcosa.



Bio artista

Chitarrista classica ed elettrica, musicista versatile, compositrice e sound artist, spazia dalla musica classica alla contemporanea, dall’improvvisazione radicale all’avant-rock ad una propria creazione musicale, crossover fra le sue esperienze accademiche e la scena più underground di musica elettronica. Nei suoi lavori, una raffinata ricerca timbrica su chitarra aumentata, tastiere, elettronica, processori di segnale e oggetti sonori, confluisce per creare ambientazioni contemplative, sospese, in cui il materiale sonoro, spesso in bilico fra presenza e assenza, disegna paesaggi sonori immaginifici a cavallo fra ambientazioni subacquee e astrali. Nel 2020 esce il disco “The Wharmerall” per l’etichetta Pitch the Noise Records, accolto in maniera entusiastica dalla critica.​

Di formazione classica, studia chitarra classica con Paola Coppi presso la Scuola Civica Claudio Abbado, consegue il diploma al Conservatorio Verdi di Milano e successivamente ottiene con la lode il Master of Arts in Music Performance presso il Conservatorio della Svizzera Italiana sotto la guida di Massimo Laura. Parallelamente studia chitarra elettrica per la musica contemporanea con Francesco Zago. Molto presto si specializza nell’ambito della musica contemporanea classificandosi fra i primi posti in diversi concorsi internazionali dedicati come il Mecherini (PU) e il Luogi Nono (TO). Ha collaborando con vari Ensemble (Divertimento, Repertorio 0, Eutopia, Sinestesia, Fiarì, New Made). Suona regolarmente nelle rassegne dedicate ad esempio: Rebus, Festival 5 Giornate, Rondò (Milano); Festival Archipel (Ginevra, CH); Festival Soundscape (Maccagno); Le strade del suono (Genova); Festival Alterazioni (Lainate, Villa Litta). Ha curato molte prime esecuzioni di compositori che per lei hanno scritto.



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