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In conversazione con Riccardo Maini

Intervista al pianista e compositore italiano che ha da poco lanciato il suo ultimo disco in CD “Love and elements”. Ludovico Einaudi, Roberto Cacciapaglia, Yann Tiersen, Joep Beving e Olafur Arnalds influenze artistiche.


Un artista che ha iniziato presto a studiare e produrre musica in vari generi e stili.


La molla che mi ha portato a rendere la musica una professione credo sia stata l’aver realizzato il mio album Love and Elements sotto la guida di un maestro come Roberto Cacciapaglia di Milano.

Qual è stata la molla che ti ha portato a rendere la musica da passione a professione?

La molla che mi ha portato a rendere la musica una professione credo sia stata l’aver realizzato il mio album Love and Elements sotto la guida di un maestro come Roberto Cacciapaglia di Milano. Con i consigli suoi e del mio maestro di sempre, Roberto Olzer, è nato un bellissimo lavoro; da li ho iniziato ad impegnarmi sempre di più ed ora sto lavorando per la preparazione di alcuni concerti e per la realizzazione, spero presto, di un nuovo Ep: credo che l’accademia Educational Music Academy mi abbia aiutato molto a far uscire il meglio di me, anche dal punto di vista psicologico, portandomi a sentirmi sempre più sicuro di me e delle mie possibilità e rendendomi anche più sicuro nelle esecuzioni.


Puoi raccontarci qualcosa sul tuo nuovo lavoro discografico “Love and Elements”?

Certamente, Love and Elements credo sia un lavoro molto personale, infatti l’idea di questo album c’era già prima dell’iscrizione all’Educational Music Academy, ma durante l’anno accademico si è sempre più concretizzata grazie all’aiuto del maestro Olzer, del maestro Cacciapaglia e, per la parte tecnica, di Gianpiero Dionigi. Volevo che l’album rappresentasse una sorta di cerchio dove, racchiusi in due brani simili per sonorità, cioè “Love” e “Love reprise”, venissero rappresentati musicalmente gli elementi aria terra acqua e fuoco, argomento che mi ha sempre affascinato, ho poi voluto inserire 3 brani eseguiti anche con l’apporto del violino e del violoncello. Nella copia fisica ho poi aggiunto due nuovi singoli, che fanno un po’ da tramite tra questo album e il prossimo Ep.


Mi sto appassionando molto ad un genere più orientato verso le sperimentazioni come Olafur Arnalds e simili, anche se personalmente non ho ancora avuto modo di provare quel tipo di tecnologia musicale.

Quali sono i generi musicale che ami ascoltare(e chi in particolare artista/gruppo)?

Io solitamente ascolto quasi tutti i generi, ma principalmente, se voglio comporre qualcosa di nuovo, ascolto il genere neo classico, come ad esempio Ludovico Einaudi, Roberto Cacciapaglia, Yann Tiersen, Joep Beving, Olafur Arnalds e molti altri. Comunque a me piace variare, perché credo sia importante avere un bagaglio musicale differente, ovviamente cercando sempre di non andare troppo oltre il proprio stile. Mi sto appassionando molto ad un genere più orientato verso le sperimentazioni come Olafur Arnalds e simili, anche se personalmente non ho ancora avuto modo di provare quel tipo di tecnologia musicale.


C’è un episodio (o un incontro) nella tua carriera che è stato particolarmente significativo?


Credo che l’incontro più significativo sia stato quello con il maestro Roberto Cacciapaglia, egli infatti mi ha aiutato molto a credere in me e nella mia musica facendomi anche capire che vivere di musica è anche possibile, malgrado molte persone che io ho incontrato abbiano spesso sostenuto il contrario. Conoscere il maestro, prima come allievo in accademia e poi come artista Ema Edition, penso che abbia cambiato la mia prospettiva di vita. Grazie a questo incontro sono riuscito a poter conoscere nuove persone e, ovviamente, per me è stato un arricchimento sia musicale che personale.



Riccardo ci svela...

L’ispirazione posso dire che venga un po’ da se, va in base tanto ai momenti della giornata, ma anche ai periodi dell’anno.


Dove cerchi l’ispirazione per le tue composizioni?


L’ispirazione posso dire che venga un po’ da se, va in base tanto ai momenti della giornata, ma anche ai periodi dell’anno. Se faccio viaggi o cose simili mi viene di più, perché vedo nuovi luoghi e scopro culture diverse. Però durante il lockdown ad esempio l’ispirazione veniva anche dalla tranquillità e dalle camminate da solo o in compagnia nella mia valle, che sotto l’aspetto naturalistico è molto bella. Io non sono uno molto “riflessivo “, nel senso che non mi viene tanto l’ispirazione se faccio meditazione e cose di questo tipo, ma mi viene di più se faccio esperienze nuove.


Quali sono gli strumenti che usi per l’esecuzione dei tuoi lavori?


Suono su pianoforti o a coda o verticali, in base al luogo in cui vado a suonare, sostanzialmente però strumenti non elettronici, se non in rare occasioni. Per quanto riguarda la scrittura dei brani invece uso principalmente il computer con i programmi che ci sono per la scrittura musicale, però le prime idee le abbozzo sempre mettendomi al pianoforte.



Devo dire che mi piace molto viaggiare, appena ne ho la possibilità o da solo o con amici vado a visitare posti nuovi, anche non necessariamente molto lontani...


Oltre alla musica quali sono le tue passioni?


Devo dire che mi piace molto viaggiare, appena ne ho la possibilità o da solo o con amici vado a visitare posti nuovi, anche non necessariamente molto lontani, poi suono in una banda musicale della mia zona fin da quando ero un ragazzino.


Cosa vedi nel tuo futuro musicale?


Ora ho iniziato a scrivere i brani per un nuovo Ep, che spero di far uscire a breve o comunque in autunno. Per quanto riguarda gli studi inizierò, sempre in autunno, un accademia di perfezionamento per il pianoforte la Rachmaninov Academy di Catania dove cercherò di migliorarmi tecnicamente nelle esecuzioni. Successivamente non so, si vedrà, il mio sogno è sempre di aprire i concerti di qualche compositore famoso del mio genere musicale.


Bio Artista

Nato a Domodossola in provincia di Verbania nel 1996 è cresciuto in Valle Vigezzo, inizia a suonare il pianoforte all’età di 7 anni diventando in seguito allievo del Maestro Roberto Olzer, organista, pianista e compositore/esecutore di musica jazz conosciuto a livello internazionale. In questi anni, in cui si è esibito in concerti nella sua zona, ha partecipato anche a concorsi pianistici come il “Concorso Internazionale di esecuzione pianistica” di Atri-Teramo e l’International Piano Competition "La Palma d’Oro" di San Benedetto del Tronto. Ha conseguito come privatista la certificazione di livello base al Conservatorio di Milano Giuseppe Verdi e quella di livello intermedio presso il Conservatorio Guido Cantelli di Novara. Ispirato da autori come Philip Glass, Ludovico Einaudi, Olafur Arnalds, Joep Beving e Yann Tiersen, nel 2018 ha realizzato e pubblicato il suo primo album autoprodotto "Dreaming The Universe". Nel 2019 è stato selezionato dal Maestro Roberto Cacciapaglia per frequentare l’accademia per giovani compositori “Educational Music Academy” di Milano. Questa esperienza ha dato vita nell’anno 2020 al nuovo album “Love and Elements”, realizzato sotto la direzione artistica dello stesso maestro Roberto Cacciapaglia e pubblicato da Ema Edition. Nello stesso anno lo spartito di “Dreaming The Universe”, contenuto nell’omonimo album, è stato scelto per essere conservato nella biblioteca della UCLA (University of California- Los Angeles). Da dicembre 2020 inizia le lezioni con la pianista e concertista di fama internazionale Daniela Hlinkova che si esibisce in sale da concerto come il Gasteig di Monaco di Baviera e la Konzerthaus Berlin. Nel 2021 entra a far parte dell’agenzia di eventi GfManagement. Nell’anno 2021 partecipa al concorso internazionale per compositori “Composition Competition Oper Leipzig” di Lipsia (Germania) con il brano Air arrivando quasi alla finale. Sempre quest’anno inizia a prendere delle lezioni dal pianista pluripremiato internazionale nato in Kyrgyzstan Andrei Ivanovich Andreev.





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