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In conversazione con Paolo Fanzaga

Intervista al pianista e compositore italiano che ha da poco lanciato il suo ultimo album "The Lamp of Invisible Light" con la prestigiosa etichetta blue spiral records. Bach, Cage, Xenakis, Glass e Olafur Arnalds fra le sue influenze artistiche.


...ho iniziato a scrivere brani a circa 15 anni e verso i 20 ad insegnare musica per cui non ho mai preso in considerazione una professione che non avesse a che fare con la musica.

Qual è stata la molla che ti ha portato a rendere la musica da passione a professione?

Più che una molla direi che è stato un percorso naturale, ho iniziato a scrivere brani a circa 15 anni e verso i 20 ad insegnare musica per cui non ho mai preso in considerazione una professione che non avesse a che fare con la musica.


Puoi raccontarci qualcosa sul tuo nuovo lavoro discografico “The Lamp of Invisible Light”?

I brani di questo album, li ho scritti “di getto” lo scorso autunno. Erano alcuni anni che non pubblicavo anche perchè ero alla ricerca di un linguaggio diverso rispetto ai precedenti lavori. Per questa raccolta ho voluto eliminare ogni tipo di preclusioni e preconcetti stilistici: convivono infatti brani in stile “tonale” assieme ad altri con armonie più avanzate, brani di 4 minuti ma anche una traccia di un solo minuto. Devo confessare che questo modo molto libero di comporre e di accostare i brani mi piace molto per cui credo che anche il prossimo album avrà queste caratteristiche. Ciò che accomuna l’intero lavoro è l’accordatura a 432Hz che considero molto importante.


Sono molto curioso musicalmente e quindi mi piace ascoltare i nuovi lavori e i nuovi artisti, al giorno d’oggi abbiamo questa impagabile possibilità, leggi di un’uscita discografica e immediatamente la puoi ascoltare.


Quali sono i generi musicali che ami ascoltare (e chi in particolare artista/gruppo)?

Amo ascoltare i più svariati generi, dalla musica “colta” al pop, dal jazz al rock. Dipende dai momenti e dagli stati d’animo. Credo che anche il punk ad esempio sia stato un movimento importante. J.S. Bach lo ascolto giornalmente, mi da ispirazione, la sua è una musica totale, solo quella basterebbe. Mi piacciono molto alcuni lavori di Battiato che considero il più bravo musicista pop anche perchè affronta temi importanti come l’esoterismo e il nostro rapporto con il mondo invisibile. Sono molto curioso musicalmente e quindi mi piace ascoltare i nuovi lavori e i nuovi artisti, al giorno d’oggi abbiamo questa impagabile possibilità, leggi di un’uscita discografica e immediatamente la puoi ascoltare.


C’è un episodio (o un incontro) nella tua carriera che è stato particolarmente significativo?

Come ho detto prima, questa strada è sempre stata tracciata per me, quindi non c’è stato un episodio o persona che hanno inciso in modo preponderante. Certo ho incontrato persone che hanno stimolato la mia consapevolezza ed hanno percorso con me tratti di questo percorso.


Dove cerchi l’ispirazione per le tue composizioni?

La cerco innanzitutto dentro di me, amo molto state da solo e spesso in silenzio, credo sia il modo migliore per sondare quello che abbiamo dentro oppure per “catturare” quelle frequenze che sono nell’aria..Poi devo dire, visto che uso il pianoforte come principale strumento espressivo, che ci sono compositori che ispirano i miei lavori più di altri, penso al alcuni lavori di Cage, Xenakis, ma anche Glass, Olafur Arnalds, oltre naturalmente a Bach.



Paolo ci svela...

Lo strumento che uso è essenzialmente il pianoforte, mentre nei concerti amo variare formazioni: dal gruppo d’archi, ad una sezione ritmica pop, fino recentemente con l’arpa

Quali sono gli strumenti che usi per l’esecuzione dei tuoi lavori?

Lo strumento che uso è essenzialmente il pianoforte, mentre nei concerti amo variare formazioni: dal gruppo d’archi, ad una sezione ritmica pop, fino recentemente con l’arpa; se la situazione lo permetterà però vorrei esibirmi da solo con il mio piano, voglio proporre situazioni più intime, raccolte nelle quali l’ascolto della musica diventi anche un momento di distacco, rilassamento, introspezione.


Oltre alla musica quali sono le tue passioni?

La mia passione principale è la ricerca più profonda di me stesso, anche attraverso lo studio esoterico dei grandi personaggi, da Gesù a Gurdijeff. Lo stesso titolo dell’album “The lamp of invisible light” è preso da una confraternita creata dal grande mago-esoterista Aleister Crowley.Penso che questo sia lo scopo primo della nostra esistenza, capire chi siamo e comprendere lo scopo della nostra presenza qui, ora.


Cosa vedi nel tuo futuro musicale?

Più in generale intendo continuare ad occuparmi dell’ Accademia Musicale che ho fondato, dal punto di vista compositivo intendo andare avanti a cercare sempre diverse soluzioni, anzi, più che cercare soluzioni voglio provare a togliere ogni volta quei condizionamenti che sono il retaggio di tante cose passate, fino ad essere libero; almeno la musica questo lo può permettere senza limiti.


Bio artista

Compositore, pianista e arrangiatore. Da sempre la musica è il suo linguaggio espressivo. Ha iniziato molto presto a comporre e non ha mai smesso. Ha scritto lavori e arrangiamenti per diversi organici, da gruppi pop fino a orchestre sinfoniche, musiche da film e brani vocali. Il pianoforte per lui rappresenta lo strumento più immediato a disposizione quando arriva un'intuizione musicale. I suoi ultimi 6 album pubblicati sono infatti lavori per pianoforte solo.

Crede nella capacità terapeutica della musica, soprattutto se registrata alla frequenza di 432Hz, frequenza che permette all'ascoltatore di allinearsi alla frequenza della terra. Paolo Fanzaga, inoltre, ama insegnare ciò che impara ogni giorno; molti anni fa ha fondato L’Accademia Musicale di Treviglio dove insegna pianoforte, teoria musicale e ne dirige l'orchestra. Nei suoi concerti si avvale spesso della collaborazione di musicisti di estrazione sia “classica” che pop. Usa la musica per esprimere ciò che non si può dire con le parole. Usa il pianoforte per esprimere la sua musica.



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