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In conversazione con Davide Fasiello

Intervista al giovane artista del pianoforte minimal/pop. Ludovico Einaudi fra le sue influenze artistiche.




Un artista giovane ma con le idee chiare e molta forza di volontà.

"Non c’è stata esattamente una molla che mi ha spinto a compiere il passo successivo, principalmente è stata la mia volontà di trovare un modo per ampliare il mio pubblico e far diffondere la mia musica un po’ ovunque."

1. Qual è stata la molla che ti ha portato a rendere la musica da passione a professione?


Non c’è stata esattamente una molla che mi ha spinto a compiere il passo successivo, principalmente è stata la mia volontà di trovare un modo per ampliare il mio pubblico e far diffondere la mia musica un po’ ovunque.



2. Puoi raccontarci qualcosa sul tuo nuovo lavoro musicale “Paths”?


Era già da qualche tempo che avevo in mente di pubblicare un lavoro su lungo termine ma per via dello studio e dalla mancanza di ispirazione ho sempre rimandato il progetto. Ed è stato durante il periodo di lockdown che ho avuto la possibilità di passare più tempo con me stesso e di trasporre in musica quello che avveniva nei sentieri della mia mente e dei miei ricordi. L’idea di paths non è stata immediata, ho pensato di impostare il progetto nel modo definitivo solo quando avevo già composto “Stranded” e “Adventure”. Anche il numero di brani non è casuale, infatti il 7 è un numero che simboleggia introspezione, ispirazione e isolamento con la finalità di comprendere se stessi, il mondo ed esplorare la natura umana.


Davide ci svela...

“Tra i miei gruppi preferiti ci sono gli One Republic e Bastille mentre per quanto riguarda gli artisti Ludovico Einaudi, Ryūichi Sakamoto, Roberto Cacciapaglia e Yoko Shimomura”

3. Quali sono i generi musicali che ami ascoltare (e chi in particolare artista/gruppo)?


Principalmente ascolto musica pop, classica e neoclassica ma anche rock , jazz e colonna sonora. Tra i miei gruppi preferiti ci sono gli One Republic e Bastille mentre per quanto riguarda gli artisti Ludovico Einaudi, Ryūichi Sakamoto, Roberto Cacciapaglia e Yoko Shimomura.


4. C’è un episodio (o un incontro) nella tua carriera che è stato particolarmente significativo?


Un incontro che direi significativo è stato durante il concerto di Ludovico Einaudi. Grazie a quella esperienza si è rafforzato ancora di più dentro di me il desiderio di diventare un compositore e di far conoscere la mia musica.


5. Dove cerchi l’ispirazione per le tue composizioni?


Nella maggior parte delle volte l’ispirazione avviene attraverso i ricordi, i luoghi che visito e le sensazioni che provo.


“Per i miei lavori cerco di rendere protagonista il pianoforte, essendo il mio strumento principale, però spesso mi piace accostarlo ad archi e percussioni.”

6. Quali sono gli strumenti che usi per l’esecuzione dei tuoi lavori?


Per i miei lavori cerco di rendere protagonista il pianoforte, essendo il mio strumento principale, però spesso mi piace accostarlo ad archi e percussioni.


7. Oltre alla musica quali sono le tue passioni?


Oltre alla musica a me piace il graphic design, il web design e la programmazione, infatti lavoro saltuariamente come grafico e web designer su commissione.


8. Cosa vedi nel tuo futuro musicale?


Al momento non ne ho la più pallida idea, spero di riuscire nel tempo ad esprimere le mie idee nel miglior modo possibile continuando a studiare e a stimolare la mia creatività.


Bio Artista

Nato nel 1998 da sempre appassionato di musica inizia a studiare sassofono all’età di 12 anni per poi passare al pianoforte nel 2016. Amante della musica classica, minimalista e pop cerca di incorporare nelle sue composizioni le caratteristiche peculiari di quei generi per creare delle sonorità meditative e coinvolgenti. Attualmente studia informatica presso l’università degli studi di Bari e pianoforte classico presso un ente privato.



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