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In conversazione con Anna Dari

Intervista alla pianista e compositrice italiana che ha da poco lanciato il suo ultimo disco “Oltre la nebbia”. Le sue influenze artistiche in bilico fra jazz, classica e musica moderna.


Un'artista originale che divide la sua attività fra insegnamento, pittura e composizione musicale.


Il bisogno di condividere con gli altri le mie emozioni in musica è la molla che mi ha spinto a lottare per portare avanti, con grandi sacrifici, il lavoro compositivo e concertistico, ora anche discografico.

Qual è stata la molla che ti ha portato a rendere la musica da passione a professione?


In realtà la mia prima professione, che è quella che mi permettere di vivere, è l’insegnamento ma il mio sogno più grande è ovviamente quello di arrivare un giorno a poter trasformare la mia immensa passione per la musica in una vera professione che mi permetterebbe di dedicarmi ad essa a tempo pieno e con il massimo delle energie possibili. Il bisogno di condividere con gli altri le mie emozioni in musica è la molla che mi ha spinto a lottare per portare avanti, con grandi sacrifici, il lavoro compositivo e concertistico, ora anche discografico.


Puoi raccontarci qualcosa sul tuo nuovo lavoro discografico “Oltre la nebbia”?


L’album racchiude 4 anni di vita e forti emozioni, compresa la morte dei miei genitori nel dicembre 2020 per covid che mi ha dato la spinta emotiva a reagire al dolore e a cercare una strada per portare fuori di casa i brani composti dall’estate 2017 ad oggi, proprio in ricordo e in onore di mia madre che tanto fortemente mi aveva sostenuta negli studi musicali fin da piccola nonostante le difficoltà economiche e nei primi anni di attività compositiva e concertistica dal 2007 al 2015 anno in cui l’Alzheimer la isolò dalla realtà. Quando il 13 dicembre, dopo due settimane dalla sua dipartita, si spense anche mio padre lo scorso inverno proprio nel giorno di S. Lucia - onomastico della mia mamma - dopo 20 giorni di agonia, vissi questo come un messaggio “Tranquilla figlia, ora papà è nella mia luce” e come un fiume in piena l’idea iniziale del brano “Oltre la nebbia” composto un anno prima si evolvette nella versione “Oltre la nebbia la luce”, brano premiato con il secondo posto al Concorso Internazionale S. Quasimodo sez. Musica. Terminato questo brano dopo pochi giorni dissi a me stessa “Mamma ora voglio portare fuori dalle mura di casa la musica che da lassù mi hai ispirato e non solo e farla conoscere al mondo come tu tanto desideravi”.



Mi sento sinceramente un’onnivora della musica.


Quali sono i generi musicali che ami ascoltare (e chi in particolare artista/gruppo)?


Anche se nata e cresciuta nella musica classica, da molti anni amo ascoltare il pop/rock, il blues e il jazz. I miei miti del passato per il jazz Bill Evans e Keith Jarret, a seguire Petrucciani e Chick Corea. Genesis e Pink Floyd per il rock. Oggi amo ascoltare tutto ciò che tocca la mia anima multietnica: da Houser a The piano Guys, Havasi, Enya passando per i Coldplay, Alex Boye, Pentatonics, fino ai nostri Einaudi, Cacciapaglia, Bollani, Ezio Bosso e i grandi compositori di musiche da film e tanti , tanti altri compresi cantautori italiani e stranieri (Ed Sheran in testa) senza disdegnare il rap….quello bello! Mi sento sinceramente un’onnivora della musica.



C’è un episodio (o un incontro) nella tua carriera che è stato particolarmente significativo?


Si, fu decisivo il 9 luglio del 2007 assistere al Concerto di G. Allevi che stava diventando famoso dopo il passaggio in Rai con Pippo Baudo. Venne a suonare nella mia città, Asti, piazza della Cattedrale piena. Io stavo vivendo un momento terribile della mia vita privata, avevo l’anima a pezzi e da parecchi anni cercavo la strada dell’improvvisazione jazz, anche attraverso un corso specifico, ma con risultati quasi inesistenti. Quella notte, mentre ascoltavo il racconto musicale e di vita di Allevi, fui attraversata da questa riflessione: “Anche lui è diplomato come me in pianoforte classico ma va in giro per il mondo a suonare la sua musica….. perché non puoi provare anche tu a comporre musiche tue e non rincorrere a tutti i costi il sogno del jazz?”. Successe. L’esempio di Allevi mi spalancò nuovi orizzonti di libertà nella mente e il mattino seguente, aprendo la porta della sala dove c’era il mio pianoforte, fissai lo sgabello, e nuovamente in preda all’angoscia depressiva quotidiana che tutti i giorni tornava come un’aguzzina, mi dissi “Adesso tu ti siedi su quel dannato sgabello e inizi a comporre qualcosa di tuo”. Uscirono le note della mia prima melodia in chiave blues a testimoniare appunto il blu della mia anima tormentata. Da lì in poi fu una magica escalation di creazione musicale autoterapica inspiegabile per me che avevo appeso il diploma di pianoforte al muro da 18 anni e non avevo fatto studi di composizioni se non le classiche basi del Conservatorio. L’anno seguente tornai a un secondo concerto di Allevi per ringraziarlo di avermi, senza saperlo, letteralmente salvato la vita.


Anna ci svela...


Dove cerchi l’ispirazione per le tue composizioni?


Nella vita. In tutto ciò che nel bene e nel male, colpisce la mia anima troppo sensibile. Un evento personale o sociale, uno stato d’animo, una persona, una poesia, un quadro, un amore, un racconto, un paesaggio…… tanti stimoli.


Quali sono gli strumenti che usi per l’esecuzione dei tuoi lavori?


Il pianoforte in primis. Ma in alcuni brani sono co-protagonisti gli archi e la chitarra elettrica del grande Max Muller, musicista toscano, la cui collaborazione è per me molto preziosa.



Nel mio futuro musicale vorrei riuscire a pubblicare tutte, o quasi, le musiche composte negli anni predenti il 2017 e questo primo album Oltre la nebbia, che in realtà avrebbe potuto essere il terzo.


Oltre alla musica quali sono le tue passioni?


Oltre la musica è per me vitale scrivere poesie e non solo. Ho pubblicato un anno fa la mia autobiografia “Prigioniera Libera 2.0” ed è la testimonianza in prosa, poesia, musica e qualche esperimento pittorico (adoro la pittura tanto quanto la musica e la poesia) del potere catartico e autoterapeutico della creazione artistica nel tunnel del Male Oscuro che combatto da 25 anni.

Cosa vedi nel tuo futuro musicale?


Nel mio futuro musicale vorrei riuscire a pubblicare tutte, o quasi, le musiche composte negli anni predenti il 2017 e questo primo album Oltre la nebbia, che in realtà avrebbe potuto essere il terzo. Poi il grande sogno, volando in alto con la fantasia, che un giorno una mia musica possa diventare la colonna sonora di un film. E ovviamente continuare ad avere l’ispirazione di trasformare le mie più forti emozioni in musica dando loro vita attraverso il mio meraviglio strumento, il pianoforte, Lui è la mia voce, il mio ponte con il resto del mondo.


Bio artista

Anna Dari inizia fin da piccola lo studio del pianoforte fino a diplomarsi presso il Conservatorio di musica “A.Vivaldi” di Alessandria nel 1986. Docente di scuola primaria e di musica nelle scuole secondarie di primo grado, fin dall’adolescenza affianca la scrittura poetica alla musica che segneranno entrambe il suo risveglio spirituale nel 2007/2008 dopo lunghi anni di silenzio artistico. Riceve importanti riconoscimenti anche con le poesie “Madre mia”, “Preghiera di un atomo ateo”, “Briciole d’Infinito”, “ Le voci dei bambini”, “Vorrei disperderti nel vento”. A Gennaio 2020 riceve il Primo Premio per la sezione Musica del Concorso Salvatore Quasimodo con il brano pianistico “Assolo” e a novembre 2020 partecipa al Concorso CET/Mogol con il testo “L’equazione naturale” che viene selezionato come finalista e inserito nell’Antologia dei testi più rappresentativi. A maggio 2021 il Secondo Premio per il brano “Oltre la nebbia la luce” suggestiva trasposizione in musica dell’opera pittorica “La Sacra di San Michele nella nebbia “ dell’artista Michele Langella. Nell’album “Oltre la nebbia” Anna Dari raccoglie e pubblica le migliori composizioni dall’estate 2017 ad oggi che rappresentano, a partire dal brano Assolo, un nuovo percorso compositivo, più intimo e minimale, oltre che fortemente suggestivo. Pennellate di vita e poesia in musica, così si potrebbero definire le composizioni pianistiche e arrangiate di Anna Dari sempre pronta ad accogliere nuovi stimoli e nuove suggestioni di vita e di arte.



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