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Il trio Meyer, Mönkemeyer e Youn a Bologna per la stagione concertista Musica Insieme

Il suo ruolo di primo clarinetto dei Berliner Philharmoniker suscitò con poche polemiche negli anni '80 e causò fastidi al suo mentore Herbert von Karajan: Sabine Meyer, una fra le più celebri clarinettiste al mondo, sarà a Bologna (11 aprile alle 20:30 all'Auditorium Manzoni) per la stagione concertistica di Musica Insieme assieme ad altri due straordinari solisti, il violista tedesco Nils Mönkemeyer, e il pianista coreano William Youn. Il programma della serata appare intimistico e denso di rimandi alle pagine della letteratura "famigliare" di Robert e Clara Schumann. Infatti, è proprio a sua moglie Clara che Schumann dedica il Lied Widmung Op. 25, una sorta di dichiarazione d'amore che Youn eseguirà nella trascrizione per pianoforte di Franz Liszt. Il brano apre una raccolta pensata come dono di nozze per "la sua Anima, il suo cuore, la sua quiete, la sua pace", come recitano i versi di Friedrick Rückert nel Lied omonimo. Non si farà attendere, in questo scambio di lirici doni musicali, una risposta di Clara Schumann al caro Robert, con le sue raccolte di Lieder "d'amore", due dei quali verranno eseguiti, sempre nella trascrizione pianistica di Liszt: Ich hab' in deinem Auge op. 13 (Vedo nei tuoi occhi, quinto numero di un ciclo di 6 Lieder) e Geheimes Flüstern hier und dort (Dolci e segreti sospiri qui e lì), terzo dei Sei Lieder op. 23. Sabine Meyer, Nils Mönkemeyer e William Youn dedicheranno poi ampio spazio alle composizioni cameristiche di Robert Schumann: una trascrizione per clarinetto, viola e pianoforte di Jost Michaels di tre degli Studi in forma di canone Op. 56 e le celebri Märchenerzählungen Op. 132. Le pagine schumanniane si intrecceranno a due brani di Mozart, il primo compositore della storia a sperimentare proprio la speciale sonorità del trio di clarinetto, viola e pianoforte: le Variazioni su Au bord d'une fontaine Kv 360 per viola e pianoforte, ispirate a una chanson del XVI secolo, e a concludere il programma, il Trio dei Birilli Kv 498, poiché composto, secondo un aneddoto, durante una partita a birilli.


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