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Florez tenore e direttore artistico Rof: "Avrò più possibilità di arricchire l’offerta del Rof"

"Penso che come cantante e insieme direttore artistico avrò più possibilità di arricchire l’offerta del Rof, portando al festival la mia esperienza nel mondo della lirica”. Così il tenore peruviano di fama mondiale Juan Diego Flòrez durante la sua prima uscita pubblica a Pesaro come direttore artistico (dal 2023) del Rossini Opera Festival, che lo lanciò come cantante nel 1996, giovanissimo, nel ruolo di Corradino in ‘Matilde di Shabran’. “Del resto – continua - gli esseri umani sono portati a fare tante cose insieme e già adesso presiedo l’Associazione ‘Sinfonia por el Perù’ dedicata ai giovani, che ha avviato alla musica più di 7.000 bambini, strappandoli alla povertà e facendoli esibire in importanti palcoscenici internazionali”. Nato come tenore del repertorio belcantistico e considerato uno dei più grandi cantanti rossiniani, Flòrez, oggi 49enne, interpreta ormai, grazie alla sua versatilità abbinata a uno studio costante, anche ruoli pucciniani e verdiani nei più prestigiosi teatri del mondo. È inoltre Ambasciatore dell’Unesco e Artista Kammersanger. Il prossimo agosto inaugurerà la 43ª edizione del Rof con ‘Le Comte Ory’, che segnerà, considerano anche gala e concerti, la sua 26ª partecipazione al festival pesarese. Manifestazione dove è letteralmente di casa: ne ha una sulle colline circostanti, vicino a quella che è stata la villa di Luciano Pavarotti. Sua figlia è nata nell'ospedale di Pesaro. “Florez impara subito e in questo senso è come una spugna - conferma il sovrintendente e suo mentore Ernesto Palacio -. Lo conosco dal 1994 e ricordo ancora quel giorno in cui siamo andati a mangiare insieme e lui ha assaggiato il vino per la prima volta. Pochi anni dopo ho scoperto che è diventato un enologo esperto. È molto curioso e in grado di apprendere velocemente tutti i meccanismi non solo legati ai ruoli, ma anche all’organizzazione di un festival”. Secondo Florez "diventare direttore artistico quando si è ancora in piena attività come cantante e non a fine carriera, come accade in molti casi, penso sia un bene, perché ti consente di portare in questo nuovo compito tutti gli stimoli e le competenze che apprendi cantando in tutto il mondo. In particolare puoi avvicinare e lanciare giovani talenti e favorire nuove coproduzioni. Sarà un'avventura bellissima - aggiunge - anche per il prestigio internazionale di cui il festival gode. Spesso infatti sento dire: è un cast e un'orchestra degna del Rof. Per il festival 2023 – annuncia - c’è già uno schema di massima sul programma e sui titoli, ma molti spazi vanno ancora riempiti. Di sicuro io non vi parteciperò in veste di cantante”. E a chi gli domanda se interpreterà di nuovo il Guillame Tell a Pesaro come fece nel 2013, risponde: ”lo presenterò nel 2024 a Salisburgo e spero di poterlo ripetere presto anche qui”. “Il festival - conclude il suo presidente e vicesindaco di Pesaro Daniele Vimini – ha portato il mondo al Rof, ma non deve rinunciare ad andare per il mondo con le sue produzioni e coproduzioni: la prossima sarà in Oman con ‘Il signor Bruschino’. L'edizione 2022 sarà quella della svolta perché segnerà il ritorno alla normalità”.



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