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'Exuvia', il videoclip del nuovo brano di Caparezza

Caparezza ci regala una gradita sorpresa, ossia il singolo Exuvia (con relativo videoclip) che anticipa l’uscita dell’omonimo album, in arrivo il 7 maggio per Polydor/Universal Music. A quattro anni di distanza dalla settima e ultima sua fatica discografica, ossia Prisoner 709, questo ottavo capitolo della saga musicale firmata da uno dei nomi più geniali delle sette note nostrane è attesissimo. Tanto quanto il ritorno dal vivo di questo "folletto" del rap-rock e alternative hip-hop che dagli anni Novanta a oggi detta legge nella musica. Legge e ritmo, oltre a testi che si potrebbero definire esperimenti oulipien da quanto giocano con maestria con le parole e lo sperimentalismo. Lo stesso dicasi per questo nuovo lavoro, che si preannuncia non meno tagliente e interessante dei suoi predecessori. Exuvia conterrà quattordici brani scritti, composti, prodotti da Caparezza e mixati da Chris Lord-Alge. Aspettando di poterlo finalmente sentire dal vivo, quando l’emergenza sanitaria non sarà più tale, ecco un assaggio di tutta l’energia esplosiva di Michele Salvemini (questo il vero nome della capa più celebre d’Italia). Un’energia che non va mai in letargo, una forza della natura che è un evergreen. L’annuncio dell’uscita e i dettagli dell’ottavo album in studio del rapper di Molfetta arrivano direttamente da lui, postati poche ore fa sulla sua pagina ufficiale di Facebook. “Sono felice di annunciarvi che il 7 maggio 2021 pubblicherò il mio nuovo album: Exuvia”, così esordisce Caparezza, aggiungendo la spiegazione di questo nome poco conosciuto. “L’exuvia, in sintesi, è ciò rimane del corpo di alcuni insetti dopo aver sviluppato un cambiamento formale. Un calco perfetto, talmente preciso nei dettagli da sembrare una scultura, una specie di custodia trasparente che un tempo ospitava la vita e che ora se ne sta lì, immobile, simulacro di una fase ormai superata. Sulla copertina c’è un simbolo che rappresenta il passaggio da una condizione attuale (cerchio grande) a una futura (cerchio piccolo) attraverso una serie di spirali (simbolo di morte e rinascita in gran parte delle culture). La mia EXUVIA è dunque un personale rito di passaggio in 14 brani, il percorso di un fuggiasco che evade dalla prigionia dei tempi andati per lasciarsi inghiottire da una selva in cui far perdere le proprie tracce. Ho speso davvero tutte le mie energie per poter uscire dalla mia EXUVIA ma di questo parlerò a tempo debito”. Come sempre, Caparezza ci fa imparare qualcosa di nuovo, come se fosse un missionario di un’ipotetica Accademia della Crusca musicale. Lui e il suo collega Frankie hi-nrg sono tra i massimi esponenti della canzone italiana non scevra di lessico ricercato. Ascoltare Caparezza vuol dire tuffarsi in una terminologia e in giochi di parole che vanno ben oltre alle trite e ritrite rime baciate “cuore e amore”. Il disco Exuvia di Caparezza è già in pre-ordine sul sito web ufficiale dell’artista e sarà disponibile in duplice veste, in CD e in LP. Immancabilmente Caparezza riesce a toglierci le parole di bocca. Parole che non sapevamo neanche di avere, come questa exuvia che raramente viene usata nella lingua di tutti i giorni, almeno da chi non ha parenti entomologi con cui discorre a pranzo e a cena... E dopo che ce l’ha spiegata così bene, potremmo dire a gran voce che l’exuvia è il simbolo di ciò che siamo oggi. In tempi pandemici che hanno trasformato noi, il mondo, le nostre abitudini, la nostra vita sia nei grandi progetti sia nei piccoli riti quotidiani, “ciò che rimane del corpo di alcuni insetti dopo aver sviluppato un cambiamento formale” è il bagaglio che ci porteremo appresso per sempre. La nostra “custodia trasparente che un tempo ospitava la vita” che noi ci siamo lasciati alle spalle è proprio la vita, quella di prima, quella in cui davamo tutto per scontato. Dall'aperitivo nel locale in cui in sottofondo si ascolta l’ultimo album di Caparezza al suo live da godersi sotto il palco, cose che sembravano impossibili da perdere sono invece un vago ricordo e ancora lontane. E, rimanendo in tema Caparezza, speriamo di poter urlare a squarciagola il prima possibile sotto il suo palco “siamo fuori dal tunnel”. Avete capito a che tunnel ci riferiamo.


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