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Ale Anguissola: fuori il brano "In punta di piedi"

Mi presento: sono Ale Anguissola d’Altoè. Sono refrattario alle autodefinizioni, quindi non sarà facile esprimere un giudizio su quello che sono. Oggettivamente ho messo al centro della mia vita la curiosità…Non quella che uccise il gatto però. Quella ragionata che ti porta ad aprirti a nuove esperienze nell’eterna ricerca di ciò che è bello e che eleva l’anima. Ho messo al centro della mia vita lo studio e nell’eterna contrapposizione tra ciò che è istintivo e ciò che è ragionato e, appunto studiato, riesco a leggere quello che faccio anche in chiave più leggera e appagante. La musica mi accompagna dall’età di 5 anni. Suono il piano, e ho studiato chitarra classica, sax e flauto traverso, ma il mio strumento resta quello d’ebano e avorio. I molti viaggi all'estero hanno contribuito alla mia formazione, specie quelli in Brasile, negli States, mia seconda casa, in Asia e tutt’Europa. La necessità di integrarmi in culture straniere nei miei viaggi di lavoro o di piacere in solitario mi hanno permesso di tenere azionati e ben accesi i ‘sensori della curiosità. E con la curiosità anche l’umiltà di mettersi a disposizione per conoscere e accettare ciò che le varie culture mi offrivano. Mi sento cittadino del mondo e la mia musica ha ricevuto le influenze del mondo. I miei artisti di riferimento sono su tutti Sting, Stevie Wonder e Tom Jobim. Tra i classici Bach su tutti. Nel brano "In punta di piedi" ho voluto rappresentare un omaggio allo stile di vita di molte persone che vivono senza il fragore di personalità, che apparentemente sembrano chiassose e dominanti, piene di sé e autoreferenziali. Ma in realtà, spesso chi vive in punta di piedi è una persona concreta senza fronzoli, ben concentrata sulle cose importanti della vita e quasi disturbata dal rumore della chiassosa esistenza che passa a fianco. Un punto di arrivo di chi ha scavalcato l’ostacolo e ha fatto pace con sé e col mondo. Che ha trovato nell’amore un equilibrio costruttivo per la propria dimensione. Il testo segnala la forza di chi vive in punta di piedi in quanto, senza esuberanza e senza prevaricazioni e nonostante percorra la strada in punta di piedi le orme che lascia sono profonde perché porta in braccio il suo amore. Dal punto di vista musicale il brano è stato arrangiato da Gigi De Rienzo già collaboratore storico di Pino Daniele. Ed è proprio quest’ultimo che viene indirettamente citato nell’incedere blues di I say I' sto cca’. Con Gigi al basso, tastiere e chitarre, suonano Franco Giacoia alla chitarra elettrica, gli ottoni di Jerry Popolo Alessandro tedesco e Gianfranco Campagnoli. Alla batteria l’inossidabile Agostino Marangolo al piano Piero De Asmundis. Un pensiero sulla scelta di Gigi come arrangiatore. Gigi non lo scegli, ma ti sceglie… ti porta un po' dove vuole con la sua autorevolezza e competenza. Nel nostro rapporto c’è sacralità, cioè quella cosa che ti permette di concentrarsi reciprocamente per un’idea. In quest’ottica Napoli come centro culturale di mille influenze è stato il palcoscenico ideale per svuotare le mie tasche piene di cose del mondo e di leggerle, magicamente in chiave pop italiano e perché no, mondiale. Il videoclip è una storia a parte: è un cartone perché amo tutte le arti visive e perché sono figlio dell’epoca d’oro del fumetto italiano Infatti il video cita espressamente Andrea Pazienza, certamente il genio della letteratura disegnata italiana. Il tassista protagonista si muove sulle strade di Napoli, si confronta con le diverse sfaccettature delle personalità che incontra sulla sua auto. E così affronta la noia, la routine del proprio lavoro, le offese e gli insulti di chi non apprezza la sua guida. Affronta il maltempo e gli imprevisti, gli ostacoli, i rischi L’epilogo invece combacia con il testo della canzone e propone l’amore come il fine ultimo di tutto.


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